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Cosa facciamo > RINOPLASTICA

sezione profiloscultura

Rinoplastica

SENZA TAMPONI NE DOLORI


La Rinoplastica è lo studio della correzione del profilo, rivolto al raggiungimento di proporzioni più armoniose. Avremo quindi la personalizzazione di quei canoni estetici che secondo l’opinione corrente sono sinonimo di bellezza. Lo studio approfondito dei vari elementi di un volto: naso, zigomi, occhi, mento, labbra, orecchie, in rapporto al viso di una persona diventa per il chirurgo, ricerca, studio per armonizzare e al tempo stesso dare valide risposte al paziente. Suggerirà quindi ciò che bisogna fare, dove agire, consiglierà delle forme naturali che ben si inseriscano nel volto e che non ne modificano la personale espressione.


rinoplastica rinoplastica
L’armonia facciale è data dall’insieme
delle vari parti che costituiscono il viso,
tra loro proporzionate e in equilibrio.

Leonardo da Vinci


L’intervento principale della profiloscultura è la rinoplastica, sia perché il naso è al centro del volto, sia perché il suo inestetismo è quello che più si nota nel profilo. Si ricorre alla rinoplastica per correggere forme e volume del naso. All’intervento può essere associata una settoplastica nel caso di alterazione respiratoria; non dobbiamo scordare che la funzione respiratoria può essere notevolmente alterata in molti casi e il miglioramento di essa è preludio ad un miglioramento estetico (fig. 1). Oltre la funzione respiratoria e l’impatto estetico il naso ha una terza funzione: quella olfattoria. Nonostante la diminuzione complessiva degli odori nel mondo il naso ci passa, senza che ce ne accorgiamo, un’infinità di informazioni. Ci dice per esempio(molto meglio di quanto faccia il senso del gusto), dove siamo(ogni città, ogni famiglia ha un odore tipico), ci aiuta a scegliere il partner (potete riconoscere con il naso il vostro fidanzato/a tra mille), stimola con intesità ricordi lontani.
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Fig.1
corrente aerea in naso normale, in naso insellato in naso aquilino


È l’intervento a cui si ricorre più frequentemente nella chirurgia estetica, con percentuali quasi identiche per i due sessi. Si procede eliminando la gibbosità e sollevando la punta del naso in modo da dare armonia tra le labbra e la punta del naso e tra naso e la fronte. Le labbra e la linea del naso devono formare una “S”.
Può essere eseguita in anestesia locale o generale, e la dimissione dopo l’operazione può avvenire in giornata, o al limite il giorno successivo.
Poiché esistono diverse tecniche chirurgiche che possono essere utilizzate per ottenere l’effetto desiderato, è importante che il paziente discuta con il chirurgo quali risultati vuole ottenere in modo da scegliere la tecnica più appropriata per il caso specifico e per il risultato finale che si vuole ottenere. L’intervento si programma su fotografie a grandezza naturale di profilo, di fronte e tre quarti, sulle quali paziente e chirurgo troveranno insieme il naso più idoneo con una indagine morfometrica (fig. 2) o mediante una simulazione computerizzata (fig.3) per il progetto operatorio.

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Fig.2 Valutazione morfometrica

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Fig.3 Simulazione computerizzata

È importante lo studio del profilo. Si stabiliscono cosi due requisiti: la sporgenza ideale della punta del naso per la nuova lunghezza di esso e la profondità dell'angolo naso-frontale. Questi due punti sono uniti con una linea immaginaria: se il dorso nasale sporge oltre questa linea si deve abbassarlo; se non tocca la linea è indicato un innalzamento. Si dirige quindi l’attenzione alla veduta basale, valutando la lunghezza delle branche mediali e la grandezza e la forma delle narici e annotando ogni slargamento o deviazione della columella. Per tutto questo si ricorre alle proporzioni auree stabilite già nel Rinascimento e utilizzate ancora oggi nei corsi per truccatori, disegnatori etc.; si divide il volto in 3 settori che devono essere identici tra loro per avere un’armonica bellezza del volto; settore superiore: dall’attaccatura dei capelli alle sopracciglia; settore medio: dalle sopracciglia alla radice del naso; settore inferiore: da quest’ultima al mento (fig.4).

rinoplastica rinoplastica
Fig. 4 Canoni estetici del volto

Tecnica chirurgica
Per quanto riguarda la tecnica chirurgica vi sono due varianti principali dell’intervento: Rinoplastica aperta e Rinoplastica chiusa La rinoplastica aperta, è più complessa è va usata in presenza di una punta larga e di malformazioni importanti. La tecnica chiusa invece la si utilizza più comunemente per nasi più “estetici” (fig. 5). La scelta tra le rinoplastica chiusa e rinoplastica aperta, dipende sia dalle preferenze del chirurgo che dal tipo di modifica che il paziente desidera ottenere per il suo nuovo naso.

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FIG. 5

La tecnica operatoria di base (aperta o chiusa) consiste essenzialmente in quattro tempi chirurgici: correzioni di eventuali deformità del profilo (gibbo), mediante osteotomia frontale, mediana o paramediana e laterale (Fig 6); accorciamento del naso, agendo sulla cartilagine settale e sulle ali del naso (Fig 7); restringimento e rimodellamento della punta, agendo sulle cartilagini alari (Fig 8, 6). A questi va aggiunto il tempo della settoplastica e quello dei turbinati, in caso di disturbi respiratori. Questi tempi sono variamente combinati tra loro per risolvere i diversi casi clinici che si presentano all'atto operatorio e in cui la fantasia chirurgica dell'operatore è chiamata via via a risolvere.

Fig. 6 La zona tratteggiata segna la parte ossea e cartilaginea da asportare, in uno dei più frequenti casi di rinoplastica. La freccia indica la via endonasale seguita nell'operazione. A destra il risultato. rinoplastica

Fig. 7 Innalzamento della punta agendo sulla cartilagine settale. rinoplastica

Fig. 8 Innalzamento della punta agendo sulle cartilagini alari. rinoplastica

Fig. 9 Rimodellamento della punta, in un caso particolare di punta bifida. rinoplastica


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